INGLESE INCLUSIVO IN AZIENDA: 4 ERRORI DA EVITARE

Il concetto di “inclusività” è ormai un pilastro nelle nostre vite lavorative, elemento imprescindibile di ogni comunicazione: email a clienti e colleghi, presentazioni, job description, riunioni con partner e fornitori, ma anche manuali, policy HR e annunci di lavoro. E il Business English è il codice operativo con cui molte di queste comunicazioni vengono veicolate nelle aziende internazionali.

Quando pensiamo all’inclusività applicata a testi destinati a un pubblico internazionale, il rischio è quello di entrare in un terreno ideologico. La questione, in realtà, è molto più semplice e pragmatica. La domanda da porsi è: quanto è chiara, neutra e coerente la nostra comunicazione in inglese?

Comunicazione inclusiva in azienda nel Business English: evitare ambiguità, espressioni che rafforzano gli stereotipi di genere, scelte lessicali poco professionali

Essere “inclusivi” significa evitare ambiguità, espressioni che rafforzano (talvolta inconsapevolmente) gli stereotipi di genere e scelte lessicali che possono risultare poco professionali. È una questione di qualità linguistica che incide direttamente sulla percezione della nostra professionalità e sull’immagine aziendale.

Ecco quindi alcuni errori da evitare, sia nelle comunicazioni interne sia in quelle rivolte all’esterno dell’azienda.

Come per ogni nostro articolo, questa riflessione dedicata all’inclusività si concentra sull’everyday Business English, la lingua operativa che usiamo nelle comunicazioni quotidiane. Non parliamo quindi di contesti altamente formali o istituzionali, che seguono logiche e convenzioni diverse. La nostra parola d’ordine è, come sempre, operatività.

#ERRORE 1: tradurre le parole senza adattare il contesto

Lo sappiamo: tendiamo spesso a utilizzare formule tradotte dall’italiano che, se possono funzionare nelle comunicazioni interne al team, in altri contesti risultano meno adatte. Quando traduciamo dall’italiano all’inglese non stiamo solo cambiando lingua: stiamo passando a un sistema culturale e comunicativo diverso. Ad esempio, in italiano è frequente l’uso del maschile sovraesteso come forma generica e di aggettivi ampi e valutativi (serio, motivato, affidabile), ma nell’inglese professionale questo approccio può risultare vago e soggettivo. Inclusivo significa anche questo: ridurre il giudizio implicito e favorire la descrizione oggettiva.

Ecco alcuni esempi:

We are looking for a serious and reliable supplier.
We are looking for a supplier with proven experience in managing international shipments and meeting tight deadlines.

We need a motivated team to handle this project.
We need a team that can coordinate across departments and deliver within four weeks.

We offer innovative solutions for your business.
We help companies reduce processing time by up to 30% through automated workflows.

Quando descriviamo le competenze in termini concreti anziché con aggettivi generici, rendiamo la comunicazione più chiara, più professionale e, di conseguenza, più accessibile.

Business English inclusivo: ridurre il giudizio implicito e descrivere competenze in modo oggettivo

#ERRORE 2: usare formule di genere quando non sono necessarie

Il “they” singolare non è una novità: è una forma storica dell’inglese, oggi pienamente legittimata anche nel Business English, che consente di rendere neutre molte frasi, senza forzature.

Each employee must submit his report.
Each employee must submit their report. Oppure All employees must submit their reports.

In casi come questi la soluzione più semplice è trasformare tutto al plurale, per una frase naturale e immediata – e consapevolmente inclusiva. Questa attenzione è particolarmente importante nei documenti aziendali che vengono periodicamente aggiornati, come policy, manuali, template e comunicazioni standard interne, dove la coerenza linguistica contribuisce alla professionalità complessiva.

#ERRORE 3: confondere l’inclusività con il formalismo eccessivo

Nel tentativo di rendere il linguaggio più inclusivo si finisce a volte per irrigidirlo ancor di più, ricorrendo a frasi lunghe, strutture passive e formule eccessivamente formali. È allora quanto mai fondamentale ricordarsi che “inclusivo” non significa “complicato”, al contrario: più il linguaggio è chiaro e diretto, più è accessibile. Ecco alcuni esempi:

Please be advised that the documentation must be submitted prior to commencement of employment.
Please submit the documents before your start date.

It has been decided that the shipment will be postponed due to unforeseen circumstances.
We need to postpone the shipment due to an unexpected delay. We’ll update you by Friday.

Abbiamo approfondito il tema della formalità eccessiva nelle email di lavoro in inglese in questo articolo: Email di lavoro in inglese: quando semplice è più efficace.

 

Business English inclusivo: semplificare la comunicazione professionale per renderla più chiara e accessibile

#ERRORE 4: includere ability bias

Un altro aspetto da considerare riguarda l’uso di verbi che presuppongono abilità fisiche specifiche non strettamente richieste dal ruolo o dalla situazione. Non si tratta di evitare alcune parole in modo sistematico, ma di verificare se descrivono davvero una competenza richiesta o se, piuttosto, sono dovute a un’abitudine linguistica (spesso inconsapevole) che si può evitare in nome dell’inclusività.

Alcuni esempi:

Walk between departments.
Move between departments.

Type quickly.
Input data efficiently.

Listen to client feedback.
Gather client feedback.

See the big picture.
Understand the overall strategy.

Un approccio operativo

Porsi alcune domande prima di inviare un’email, approvare una presentazione o pubblicare un contenuto in inglese può fare la differenza tra una comunicazione efficace e una che rischia di non raggiungere il suo scopo. Chiediti quindi:

Checklist Business English inclusivo: domande da porsi prima di inviare una comunicazione

  1. Sto usando un maschile generico di cui posso fare a meno?
  2. Sto traducendo dall’italiano senza adattare?
  3. Il testo può risultare difficile da comprendere per una persona non madrelingua?
  4. Potrebbe essere semplificato senza perdere in professionalità?
  5. Sto usando verbi o diciture generiche e astratte?

Se la risposta anche solo a una di queste domande è “sì”, vale la pena rivedere il messaggio.

Inclusivo non significa “perfetto”. Significa consapevole

Non è una questione di trend linguistici: le aziende internazionali hanno un solo obiettivo a livello di comunicazione, ed è scrivere in modo chiaro, coerente, professionale. E inclusivo. Piccole scelte lessicali possono ampliare o restringere il pubblico, rendere un messaggio più efficace oppure, al contrario, inutilmente ambiguo.

Per questo il nostro consiglio è di fermarti, ogni tanto, e rivedere le tue comunicazioni e i testi aziendali, soprattutto quelli più utilizzati: email ricorrenti, presentazioni, template standard. Con uno sguardo consapevole, è più facile individuare traduzioni troppo letterali, formulazioni troppo vaghe, espressioni troppo formali.

Nel prossimo articolo vedremo come applicare questi principi in modo concreto ad alcune comunicazioni HR con un focus particolare su job description e annunci di lavoro in inglese, analizzando errori ricorrenti e possibili alternative efficaci dal punto di vista operativo. Lo trovi QUI.

 

 

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